In moto il tempo per pensare non manca. Nei lunghi percorsi ci si perde in un misto di contemplazione-attenzione-riflessione senza soluzione di continuità . Il proprio vissuto si intreccia con i dintorni in un unico filo, tessuto chilometro dopo chilometro. Spesso con abbinamenti assurdi e consequenzialità azzardate. In questo ultimo viaggio ho avuto l’ardire di osservarmi dall’esterno: mi son seduta sulla sella posteriore del mezzo che sto usando e il pensiero è fuggito.
Quello che ho visto è l’opposto di ciò che avrei pensato di essere. La moto non solo mi ha portata lontano, ma anche ad essere ciò che non pensavo leggi tutto
La questione è ambivalente: le borse, che siano laterali, da sella o da serbatoio, sono un impiccio. Ma sono anche il modo più semplice per essere liberi di partire. Le valigie da moto, insomma, sono una componente imprescindibile del viaggio perchè contengono ciò di cui abbiamo bisogno in ogni fase del vagabondaggio.
Personalmente sono ormai orientata a uno schema preciso per la creazione del mio bagaglio: inserisco i pezzi base, sempre gli stessi, poi aggiungo i complementi che variano in base alla destinazione e alla durata del viaggio. Occorre essere scientifici per avere tutto ma occupare il minimo spazio, non tralasciando niente, affinchè il viaggio fili liscio senza rincorse ai pezzi dimenticati.
Il mio kit base comprende: leggi tutto
Ragazzi il fuso orario mi devasta: in questo istante la maggior parte di voi sta dormendo mentre io vi penso intensamente e vi scrivo dagli States. E vorrei dormire anche io, ma non prima di avervi reso partecipi di questo inizio viaggio. Dalla foto penso non vi sfuggiranno due dettagli: la bandiera a stelle e striscie e il profilo inconfondibile della tedesca a due ruote. Lo so, ho letto molti dei vostri sfoghi sul fatto che gli itinerari di viaggio spesso siano fatti in sella a BMW. In effetti è così e non so quanto possa rincuorarvi il fatto che la scelta non sia fatta di proposito o in malafede.
Vedete, ci sono due aspetti che mi preme sottolineare: leggi tutto
Arrivo al mitico Bar Colombo di Rapallo -dove i tavoli sono sparsi tra cordoli gialli e neri e sotto il bancone c’è una moto d’epoca- e cosa trovo? Due sidecar russi carichi di tutto punto. E due biker australiani seduti a bere una bibita in una sosta pomeridiana del il loro Grande Viaggio. Sono partiti dall’Australia in aereo, con tre mesi di tempo da dedicare all’avventura che sognavano. Robert e Brian solitamente guidano due cromate Harley Davidson, sulle dritte statali australiane. Ma per questa occasione hanno acquistato due sidecar in Russia e da lì sono partiti per un lungo itinerario attraverso l’Europa dell’Est, il Medio Oriente – fin dove hanno potuto-, la Grecia e, come ultima tappa, l’Italia. leggi tutto
Antipioggia che scrocchia: velcro, zip e tessuto plastificato. La moto fuma: dal motore uno sbuffo che pare un sospiro. Le mani s’induriscono rimanendo incollate alle leve fredde mentre la guida procede prudente, seguendo come un indiano i segni dell’asfalto odoroso. Quando piove ripenso a Sirmione, ai cipressi e a quel verde squillante eppure cupo. Quando piove mi fermo un istante ad ascoltare il battito ovattato delle gocce sul casco.
Certo, il sole è un miraggio. Ma la pioggia, a saperla prendere nel verso giusto, è una possibilità : rinnova le foglie, la terra e la strada. Profuma di muschio e corteccia l’aria, rendendo gradevole anche l’odore del selciato.
E c’è il risvolto della medaglia: il rivolo gelido che s’insinua lungo la schiena, tra le cuciture e negli stivali. leggi tutto
Cina, fine 2010. Su Dueruote avete letto il reportage del viaggio. Qui aggiungo poche righe e qualche foto che per ragioni di spazio non hanno trovato visibilità sulla carta stampata, ma che mi piacerebbe condividere con voi perchè la Cina è un luogo unico e poterne percorrere un tratto in moto è un’occasione davvero rara.
A Pechino il rumore di fondo è meccanico: un brusio di automobili, claxon e campanelli. Auto e biciclette si mischiano nel traffico, la gente è un moto ondoso e i quartieri pedonali paiono mercati a cielo aperto. Mentre cerco di sopravvivere nel caotico viavai del centro, un sidecar mi supera e mi saluta: è un motociclista attempato che pare uscito da una cartolina degli anni ’50. leggi tutto
