In moto il tempo per pensare non manca. Nei lunghi percorsi ci si perde in un misto di contemplazione-attenzione-riflessione senza soluzione di continuità. Il proprio vissuto si intreccia con i dintorni in un unico filo, tessuto chilometro dopo chilometro. Spesso con abbinamenti assurdi e consequenzialità azzardate. In questo ultimo viaggio ho avuto l’ardire di osservarmi dall’esterno: mi son seduta sulla sella posteriore del mezzo che sto usando e il pensiero è fuggito.
Quello che ho visto è l’opposto di ciò che avrei pensato di essere. La moto non solo mi ha portata lontano, ma anche ad essere ciò che non pensavo leggi tutto
“Piuttosto mi schianto contro il guard-rail ma non mi faccio superare”. Questa è la frase più banale che potessi riportare, ma richiama uno stato comune a molti maschietti: la competizione e la necessità di dimostrare a se stessi e agli altri il proprio valore. La motocicletta, come molti altri mezzi a motore, risveglia questo atavico prurito, facendone un modo di porsi piuttosto diffuso. Certamente la giovane età è un’alleata del desiderio di sfida e della necessità di primeggiare. Secondo la mia esperienza, però, l’impulso al confronto è spesso presente anche in chi ha ormai vissuto parecchie primavere.
La rivalità tra uomini è un argomento molto interessante, perché la trovo in qualche modo sana, ruspante e così semplice da essere disarmante. Quella tra donne è molto più complicata in quanto basata su livelli diversi: leggi tutto
Avrei voluto parlarvi di modifiche alla moto, ma in una giornata come questa non posso far altro che pensare alla neve!
Per la strada le moto e gli scooter sono immobili statue. A fatica se ne riconosce il modello sotto il manto candido e montagne di neve ghiacciata imprigionano le ruote. La stasi avvolge questa parte di mondo.
Mentre osservo le moto congelate sui marciapiedi penso che a questi mezzi abbiamo attribuito un’anima e li abbiamo battezzati. Chissà se la ruggine che segue a tutta questa umidità è il segno che anche loro risentono del freddo e si ammalano. In effetti alla prima accensione la moto congelata tossisce, sputacchia e fuma, fino ad avviarsi borbottando.
Non si raffreddano mai, però, le moto degli intrepidi: quali stratagemmi avete inventato per riuscire a guidare sotto la neve? Avete chiodato le gomme? O affrontato la giungla metropolitana con un trial? Insomma, irriducibili: con questo tempo cosa fate?
Moto da regolarità, vecchie enduro senza decompressore. Pedivelle, carburatori e taniche per la miscela: le motorette si scrollano lo strato di polvere dalla carrozzeria ed è un’emozione. Con lo stomaco un po’ contratto si fa schioccare la verde liquidità del carburante nell’imbuto dove ribolle un istante prima di sparire: il buio del serbatoio in metallo la inghiotte. Mi ha sempre affascinata come il serbatoio paia espandersi: sembra quasi contenere più benzina della sua effettiva capacità.
L’olio viscoso, trasparente e color dell’oro brilla al sole della mattina prescelta per far sgranchire i tasselli delle vecchie signore. Ci si veste, preparando ogni dettaglio con la frenesia della vigilia al grande evento: leggi tutto
Come ogni anno mi è arrivata l’e-mail dell’assicurazione che mi ricorda la possibilità d’interrompere la copertura della mia moto per i mesi invernali. Non ho mai considerato questa utilissima opportunità, fondamentalmente perché l’idea che qualcosa inibisse l’impulso a un giro mi ha sempre frenata. Oggi, al ricevere questa e-mail ho cambiato idea: complice il caro-vita e il lavoro che faccio, ho deciso di fermare la moto nel box. Mentre scrivo queste parole mi si stringe il cuore, ma tant’è. Ragionando sull’argomento, mi pare che nei mesi più duri dell’anno, ci siano meno moto circolanti, rispetto a una decina di anni fa. Un’opinione del tutto empirica ma magari anche fondata: secondo voi è così? La vostra moto che destino ha in inverno? Riposa in letargo con la batteria staccata o procede stoica tra le rigide bufere di gennaio?
La discriminante per la scelta credo sia determinata da tre fattori: leggi tutto
Ferma in attesa di un verde lascio la moto in folle e osservo i dintorni. Giusto accanto a me c’è un signore che fissa il mio motore dal finestrino della sua auto. Alza gli occhi e, sgranandoli, mi chiede: “a quanto va?”. In queste situazioni sono sempre molto indecisa: vorrei spiegargli che la sua domanda è difficile, perché la moto ha una velocità rilevabile strumentalmente sul rettilineo di una pista, quindi su strada è un dato del tutto superfluo, considerati i limiti vigenti. Vorrei dirgli che la velocità massima di un mezzo come quello che sto guidando non è probante dell’effettiva performance di un motore bicilindrico che offre il meglio di sé ai bassi regimi. La coppia! Mi chieda della coppia, della sua erogazione e del piacere di guidare una moto potente. La velocità è il riferimento dei pistaioli, il pane di chi ama il rischio, il confronto, la competizione. Certo, ha ragione pensando che un motociclista debba apprezzare l’allungo, che possa essere gratificato dall’affrontare un misto stretto con brio. leggi tutto
Qualche tempo fa abbiamo parlato di passeggeri e del piacere della condivisione del viaggio in moto.
Le due ruote, infatti, sono una passione che ha ragion d’essere soprattutto quando viene spartita: con un compagno (o compagna), gli amici, gli altri patiti. C’è un sottile piacere nel descrivere un dettaglio ed essere compresi. E questo vale anche nelle cose della vita, negli entusiasmi quotidiani e nelle piccole e grandi scelte. Ho chiacchierato con voi del “sentimento” legato alle due ruote. Ho condiviso racconti e mi avete resa partecipe dei vostri punti di vista. Per questo vi ringrazio e vi saluto, per risentirci tra una quindicina di giorni: sabato mi sposo, quindi aspettatemi tra due settimane per continuare a confrontarci. Nello stesso modo di sempre, oppure no? Ho letto così tanti commenti che raccontano di abbandoni e rinunce a motociclette e viaggi dopo il fatidico “si” che mi viene da domandarvi: è possibile trovare spazio per continuare a coltivare i propri interessi anche quando si sceglie di dedicarsi a un’altra persona? Ciao a tutti!
In città i motociclisti hanno gli indiscussi vantaggi di maneggevolezza e dimensioni. Però, da motociclista, mi sento di fare un “mea culpa”, per quell’aria di superiorità che filtra dal casco, una sorta di diritto di precedenza acquisito senza meriti.
Noi a due ruote dobbiamo poter sempre passare, innervosendoci se l’automobilista di turno non si accorge che ostruisce il piccolo pertugio in cui ci si sarebbe potuti inserire.
Io e molti altri motociclisti siamo convinti che tutti si siano accorti della nostra presenza. In effetti non è così: leggi tutto
Pomeriggio assolato, immobile nel caldo asciutto di questo agosto strambo e amabile.
Pioggia e fresco di notte e sole terso di giorno: le ore corrono nel profumo di bucato e nell’aroma dell’erba secca, della mentuccia selvatica. Sto ferma in agosto, in un’idea di vacanza che mi rende stanziale quando tutti si muovono. La mia moto si accende per brevi scaramucce tra colline a scacchi e paesetti che vivono attorno a una piazza. Cercando sagre e spostandomi senza altro pensiero che la curiosità dell’istante. leggi tutto
