Il Motoclub è una famiglia allargata? I motoclub sono uno diverso dall’altro per gestione e filosofia.
In tutti però ci sono le riunioni, momento di discussione sempre interessante tra motociclisti che parlano di argomenti legati alla moto e a tutto ciò che le ruota attorno. Si intavolano proposte e si risolvono problemi perchè, come in ogni famiglia che si rispetti, capita anche che si litighi e che poi si torni in armonia.
Dicevo che ogni realtà è differente dalle altre: ci sono motoclub che amano più la gastronomia dei tour e quindi organizzano grandi pranzi e pochi viaggi. Motoclub che, invece, apprezzano i lunghi chilometraggi e non dedicano spazi al gozzovigliare. Altri, legati a determinati marchi di motociclette, hanno dei vincoli: leggi tutto
Il souvenir è un must di ogni viaggio. Anche di quello in moto: nonostante gli spazi ridotti e le condizioni avverse si riesce sempre a portare a casa qualcosa che ricordi l’avventura trascorsa. Non so voi, ma per quanto mi riguarda, quando vivo un bel momento in sella alla mia moto non posso fare a meno di portare indietro qualcosa. Anche se mi trovo a pochi chilometri dalla partenza e se ho un bagaglio inesistente.
Così mi capita di accumulare sassi nelle tasche come cianfrusaglie più o meno ingombranti. La verità è che anche gli oggetti più kitsch che incontriamo sulla nostra strada, una volta a casa possono diventare attraenti grazie a un’aura esotica che inevitabilmente emanano, essendo stati recuperati altrove. La distanza ammanta quasi tutto di fascino. E la tentazione di raccattare oggetti poco desiderabili è parte stessa del viaggio.
La mia lista degli oggetti paradossali acquistati in giro è molto ricca: leggi tutto
Moto da regolarità, vecchie enduro senza decompressore. Pedivelle, carburatori e taniche per la miscela: le motorette si scrollano lo strato di polvere dalla carrozzeria ed è un’emozione. Con lo stomaco un po’ contratto si fa schioccare la verde liquidità del carburante nell’imbuto dove ribolle un istante prima di sparire: il buio del serbatoio in metallo la inghiotte. Mi ha sempre affascinata come il serbatoio paia espandersi: sembra quasi contenere più benzina della sua effettiva capacità.
L’olio viscoso, trasparente e color dell’oro brilla al sole della mattina prescelta per far sgranchire i tasselli delle vecchie signore. Ci si veste, preparando ogni dettaglio con la frenesia della vigilia al grande evento: leggi tutto
Qualche tempo fa abbiamo parlato di passeggeri e del piacere della condivisione del viaggio in moto.
Le due ruote, infatti, sono una passione che ha ragion d’essere soprattutto quando viene spartita: con un compagno (o compagna), gli amici, gli altri patiti. C’è un sottile piacere nel descrivere un dettaglio ed essere compresi. E questo vale anche nelle cose della vita, negli entusiasmi quotidiani e nelle piccole e grandi scelte. Ho chiacchierato con voi del “sentimento” legato alle due ruote. Ho condiviso racconti e mi avete resa partecipe dei vostri punti di vista. Per questo vi ringrazio e vi saluto, per risentirci tra una quindicina di giorni: sabato mi sposo, quindi aspettatemi tra due settimane per continuare a confrontarci. Nello stesso modo di sempre, oppure no? Ho letto così tanti commenti che raccontano di abbandoni e rinunce a motociclette e viaggi dopo il fatidico “si” che mi viene da domandarvi: è possibile trovare spazio per continuare a coltivare i propri interessi anche quando si sceglie di dedicarsi a un’altra persona? Ciao a tutti!
Il mio amico Bonny è un meccanico formidabile, ha lavorato quattordici anni in Superbike e ora ha scelto una vita più stanziale nell’officina di un grosso concessionario, dove spicca per la creatività e l’intraprendenza tipica di chi sa fare il proprio lavoro. Nonostante i trascorsi, per lui ogni modello di moto ha un fascino particolare.
I bravi meccanici, infatti, sono talentuosi anche con un ciclomotore e sanno trovare le cause e le soluzioni a ogni problema. Mi viene in mente la disquisizione di Pirsig ne “Lo zen e l’arte della manutenzione della motocicletta”. leggi tutto
“Da giovane, avrò avuto ventuno o ventidue anni, anche io andavo in moto. Non c’erano altre ragazze che, come me, si mettevano i pantaloni e saltavano sulla motocicletta. E io giravo come una matta, sa? Andavo veloce qui, tra le case dei Navigli, e poi mi fermavo davanti alla stazione dei treni e aspettavo il moroso. La moto era la sua ma mi diceva che ero così bella al manubrio che non poteva riprendersela. Ero bella si, coi capelli rossi e un bel portamento: non sembravo mica un maschio anche se andavo in moto. leggi tutto
Pomeriggio assolato, immobile nel caldo asciutto di questo agosto strambo e amabile.
Pioggia e fresco di notte e sole terso di giorno: le ore corrono nel profumo di bucato e nell’aroma dell’erba secca, della mentuccia selvatica. Sto ferma in agosto, in un’idea di vacanza che mi rende stanziale quando tutti si muovono. La mia moto si accende per brevi scaramucce tra colline a scacchi e paesetti che vivono attorno a una piazza. Cercando sagre e spostandomi senza altro pensiero che la curiosità dell’istante. leggi tutto
La questione è ambivalente: le borse, che siano laterali, da sella o da serbatoio, sono un impiccio. Ma sono anche il modo più semplice per essere liberi di partire. Le valigie da moto, insomma, sono una componente imprescindibile del viaggio perchè contengono ciò di cui abbiamo bisogno in ogni fase del vagabondaggio.
Personalmente sono ormai orientata a uno schema preciso per la creazione del mio bagaglio: inserisco i pezzi base, sempre gli stessi, poi aggiungo i complementi che variano in base alla destinazione e alla durata del viaggio. Occorre essere scientifici per avere tutto ma occupare il minimo spazio, non tralasciando niente, affinchè il viaggio fili liscio senza rincorse ai pezzi dimenticati.
Il mio kit base comprende: leggi tutto
Il desiderio di parlarvi del viaggio appena terminato (tra 5 ore prenderò l’aereo per ritornare) è quasi irresistibile ma non vi anticiperò niente se non che questo si possa annoverare tra i percorsi “mitici” sia per la bellezza delle strade e dei paesaggi sia per l’impegno organizzativo, logistico ed economico che richiede. Però nelle lunghe ore di guida, nel casco, il mio cervello ronzava, pensando ad alcuni dettagli che davvero sono imperdibili qui in California. Sciocchezze, in verità, come svegliarsi all’alba sulla costa per annusare quell’aroma di terra e di mare che si incontrano. leggi tutto
Bistrattati e ghettizzati, gli scooteristi sono figli non riconosciuti delle due ruote: per questo motivo mi sono calata nei loro panni e sono in viaggio in sella a un poderoso Yamaha T-Max bianco. Non sono ammattita e non rinnego le mie origini, ma per capire a fondo ciascun punto di vista occorre calarsi nella parte. Scrivo direttamente dalla stanza di un hotel immerso tra le maestose vette dolomitiche, dopo aver scelto appositamente uno scooter per affrontare questa trasferta. Solo così ho potuto, almeno in parte, verificare alcuni aspetti di cui avete parlato nei commenti ai precedenti post. Dei 600 km percorsi oggi, posso riassumere che: leggi tutto
