Alzi la mano chi non conosce bene Valentino, il Dovi, “Sic” Simoncelli, Stoner, Lorenzo e così via. Dallo schermo, dalle interviste, dalle opinioni, dalla simpatia nei gesti e nelle parole si conoscono i protagonisti della MotoGP. Ci si fa un’idea chiara, lampante e indiscutibile di chi siano questi piloti, artefici di alcune delle gare più appassionanti delle due ruote. E allora Simoncelli è verace, Lorenzo è antipatico, Pedrosa è triste e Valentino è il più simpatico. Perché vince, e gioca. Ma non solo. Perché è capace di comunicare come nessun altro, è un vero stratega dell’immagine e questo ha fatto di lui l’idolo di molti.
E' giusto che ognuno di noi si crei il proprio giudizio, idea e impressione sui vari piloti che animano le nostre domeniche.
Ma quando ascolto accalorate e veementi arringhe in difesa o in attacco, diatribe e discussioni che paiono dibattiti politici sul carattere, le attitudini e le ambizioni mi vien da pensare che l’opinione pubblica sia costruita su labili fondamenta. leggi tutto
Vi sentite rappresentati dal vostro stile di guida?
Negli scorsi finesettimana, seguendo la MotoGp prima e la Superbike dopo, mi sono concentrata nel notare le importanti sfumature che differenziano i vari stili di guida dei piloti. Certamente parliamo di eccellenza: tutti i piloti hanno stile e pulizia impeccabili, ma facendo attenzione ai dettagli ci si rende conto delle piccole differenze che denotano il carattere di chi guida, ne mostrano l’emotività e la capacità di controllo. Facile capire l’esuberanza di un Rossi a confronto con la fredda pulizia di Pedrosa. Tutto diventa ancora più evidente abbandonando le gare e concentrandoci sulla strada, dove è ancora più semplice osservare lo stile di ciascuno, perché la velocità in pista richiede una tecnica ben definita. leggi tutto

