Berlino, stanza di hotel con affaccio sul parcheggio open air. Silenzio rotto solo dal ronzare del sistema di aerazione, impossibile da spegnere.
Siedo al tavolino e vedo dalla finestra la moto posteggiata proprio qui sotto: le sorrido, quasi fosse umana, perché grazie a lei non mi sento sola. Anche in questa città dalle dimensioni abbondanti, dalla lingua dura e dai colori high-tech, mi sento un po’ a casa. Girando qui si attraversano vie larghe e ben illuminate. Di notte, poi, le luci arcobaleno dei grattacielo si specchiano sull’asfalto umido: l’atmosfera è allegra e resa viva dalla gente. leggi tutto
