Il Motoclub è una famiglia allargata? I motoclub sono uno diverso dall’altro per gestione e filosofia.
In tutti però ci sono le riunioni, momento di discussione sempre interessante tra motociclisti che parlano di argomenti legati alla moto e a tutto ciò che le ruota attorno. Si intavolano proposte e si risolvono problemi perchè, come in ogni famiglia che si rispetti, capita anche che si litighi e che poi si torni in armonia.
Dicevo che ogni realtà è differente dalle altre: ci sono motoclub che amano più la gastronomia dei tour e quindi organizzano grandi pranzi e pochi viaggi. Motoclub che, invece, apprezzano i lunghi chilometraggi e non dedicano spazi al gozzovigliare. Altri, legati a determinati marchi di motociclette, hanno dei vincoli: leggi tutto
Il souvenir è un must di ogni viaggio. Anche di quello in moto: nonostante gli spazi ridotti e le condizioni avverse si riesce sempre a portare a casa qualcosa che ricordi l’avventura trascorsa. Non so voi, ma per quanto mi riguarda, quando vivo un bel momento in sella alla mia moto non posso fare a meno di portare indietro qualcosa. Anche se mi trovo a pochi chilometri dalla partenza e se ho un bagaglio inesistente.
Così mi capita di accumulare sassi nelle tasche come cianfrusaglie più o meno ingombranti. La verità è che anche gli oggetti più kitsch che incontriamo sulla nostra strada, una volta a casa possono diventare attraenti grazie a un’aura esotica che inevitabilmente emanano, essendo stati recuperati altrove. La distanza ammanta quasi tutto di fascino. E la tentazione di raccattare oggetti poco desiderabili è parte stessa del viaggio.
La mia lista degli oggetti paradossali acquistati in giro è molto ricca: leggi tutto
Dal basso della loro situazione hanno una prospettiva privilegiata su ogni terreno solcato dalle nostre gomme: i cavalletti – laterali o centrali – sono testimoni poco considerati del nostro viaggiare. Se ripenso alle diverse morfologie su cui ho poggiato in questi anni i cavalletti della mia vita potrei farne un bizzarro catalogo da inserire tra le guide della mia libreria. Pensateci un po’: sabbia, terra, asfalto a grana grossa e fine, nero o rossiccio (come quello corso). Ma anche sassi di ogni varietà , erbe differenti a seconda della latitudine, catrame molle di marciapiedi estivi; legno, pietra (beole, sanpietrini, pavè), ciottoli di fiume. E la lista può essere molto più lunga. E curiosa: quali bizzarri terreni hanno saggiato i vostri cavalletti? Quante leggi tutto
